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Van Cleef & Arpels

da | 20, Gen, 2020

Pochi sanno che la famosa maison di gioielli Van Cleef & Arpels, è nata grazie all’amore e a un matrimonio.

Lei era Estelle Arpels, figlia di un mercante di pietre preziose.
Lui, Alfred Van Cleef, era invece figlio di un intagliatore di pietre.
Si incontrarono, si innamorarono e si sposarono nella Parigi nel 1895.
Con i fratelli di lei, Alfred fondò la Maison di alta gioielleria Van Cleef & Arpels nel 1906 a Parigi.
La primissima boutique della casa vide la luce in Place Vendôme.

La Parigi di quel periodo fa così da sfondo a questa storia d’amore, pietre preziose e gioielli dalla foggia incredibile.

La metropoli, infatti, all’inizio del XX secolo è una metropoli affollata e soprattutto è il centro delle arti, della bellezza, della moda e del bello.
È questa la città che vede nascere e fiorire i movimenti artistici che hanno fatto la storia dell’arte del Novecento: l’Art Nouveau, l’Art Déco, il Cubismo e il Surrealismo.
È la capitale in cui nasce anche l’Haute Couture, dove i migliori stilisti organizzavano, per una clientela esclusiva e selezionatissima, delle piccole presentazioni nella sede delle loro maison.

Ma è anche la città che ha visto nascere numerosi scrittori, pittori, scultori e architetti che qui hanno creato i propri capolavori.

È proprio dalla Parigi di quell’epoca che i coniugi Van Cleef hanno tratto le loro ispirazioni, intuizioni artistiche che la Maison ha poi tradotto in veri e propri capolavori: drappi sospesi di rubini e oro, fiori tempestati di diamanti e ciondoli che riproducono gli spaccati delle piazze della città, prima fra tutti Place Vendôme.

Parigi, con i suoi angoli suggestivi e la sua storia, non poteva lasciare indifferenti i coniugi Van Cleef che hanno trascorso l’intera esistenza letteralmente immersi nell’arte e nella bellezza della città.

Esiste però un altro fattore che ha contribuito ad incidere in maniera preponderante sullo “Zeitgeist” creativo dell’epoca e della Maison: il tempo.

Il tempo riveste infatti un ruolo fondamentale per la creatività e per la manifattura, quella capacità tecnica degli artigiani e dei maestri che è specifica e diversa per ogni epoca.
Il tempo plasma l’estetica degli oggetti, ne rivela l’origine e ne determina anche la funzione, l’utilizzo e anche l’utilità sociale.
Definisce lo stile, impone materiali e tecniche fino ad arrivare a consolidare il gusto estetico di un’epoca.

È così che ogni oggetto arriva a rappresentare il suo tempo e il suo periodo storico.
E la Maison di gioielli Van Cleef & Arpels ha saputo imprimere nelle loro strabilianti creazioni i principali valori e concetti che hanno caratterizzato Il XX secolo: la qualità e la specificità sono infatti ben rappresentati dai “gioielli bianchi dell’Art Déco” e dalla celebre “ZIP”.

Fu l’allora Duchessa di Windsor a suggerire al Direttore Artistico della Maison, Renée Puissant, l’idea di un pezzo di alta gioielleria in grado di reinterpretare l’innovazione tecnologica adottata prima dall’aviazione e dalla marina per le proprie uniformi e successivamente dall’Haute Couture.

La Zip di Van Cleef & Arpels non celebra solo il grande interesse che la Maison ha sempre dimostrato per la tecnologia ma anche la grande capacità della casa di alta gioielleria francese di realizzare pezzi innovativi e soprattutto trasformabili.
Infatti, questo gioiello può essere indossato in due modi: aperto come collier oppure chiuso come braccialetto.

Se sei di passaggio a Milano e vuoi ammirare dal vivo i gioielli della Maison di Van Cleef & Arpels ti segnalo la mostra a ingresso gratuito a Palazzo Reale Van Cleef & Arpels, il Tempo, la Natura e l’Amore, fino al 29 Febbraio 2020. Oltre 400 gioielli, orologi e oggetti preziosi della Maison, declinati secondo i concetti del Tempo, della Natura e dell’Amore.

Confessione: sono rimasta piacevolmente sorpresa quando, visitando questa mostra, ho scoperto come il TEMPO abbia rivestito una così grande importanza per l’alta gioielleria della Maison Van Cleef & Arpels.
Perché anche 32 Dicembre esiste solo grazie alla mia ossessione per il Tempo.
Certo, quello di 32 Dicembre è un tempo inesistente, ma lo stile dei miei gioielli contemporanei è sicuramente legato all’epoca e al suo Zeitgeist.
32 Dicembre, contrariamente a Van Cleef & Arpels, è il mio personale modo per ribellarmi al mio tempo, alla sua tirannia scandita e predeterminata e a questo moderno Zeitgeist che inneggia alla velocità e alla uniformità.

Per questo io rubo il tempo al Tempo e lo uso, tutto quanto, per creare ogni mio gioiello, gioielli a cui dedico il tempo necessario e non un minuto di meno perché siano unici, non ripetibili e, soprattutto, RIBELLI.
Come me.

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