Luisa Spagnoli, la donna dei Baci

da | 6, Ott, 2020

«Luisa Spagnoli era una donna eccezionale nella mente e nel cuore.»
Giovanni Buitoni

Cosa hanno in comune il cioccolato e lo stile?
A questa domanda si può rispondere solo con un nome: Luisa Sargentini, conosciuta da tutti come Luisa Spagnoli.
Tutte noi sappiamo cosa vuol dire scartare  avidamente un Bacio Perugina alla ricerca di quel minuscolo fogliettino trasparente che avvolge il cioccolato, per scoprire e magari conservare la citazione impressa.
Ma c’è di più: hai presente lo stile inconfondibile, classico e elegantissimo che si può ammirare in ogni vetrina delle boutique “Luisa Spagnoli”?
Cioccolato e stile si incarnano in questa donna Luisa Spagnoli.

Imprenditrice illuminata e pioniera dei diritti delle donne, Luisa Spagnoli ha rivoluzionato il mondo della pasticceria e della moda, le sue intuizioni straordinarie, il suo indiscutibile gusto e l’enorme senso etico hanno segnato indelebilmente la storia industriale e sociale della nostra nazione.

Nata a Perugia il 30 ottobre 1877, di umili origini – il padre era un pescivendolo e la madre una semplice casalinga – Luisa è già sin da bambina intraprendente e creativa.
Si sposa giovanissima con Annibale Spagnoli da cui avrà tre figli maschi.
Forse è proprio il fatto di essere sia madre sia imprenditrice, in una società ancora fortemente maschilista, che la rende particolarmente sensibile alle problematiche delle lavoratrici nelle fabbriche: divise tra la cura della famiglia e il lavoro  dove sono sfruttate e sotto pagate.

Appena ventenne, Luisa riesce a convincere il marito a rilevare una drogheria nel centro di Perugia e i due cominciano a produrre confetti.
Ma è nel 1907 che i due aprono, con il socio Francesco Buitoni, una azienda di piccole dimensioni, con  una quindicina di dipendenti in tutto,  nel centro storico della città umbra: è la Perugina.
La fabbrica viene gestita con grande successo direttamente da Luisa e dai suoi figli, Aldo e Mario, e arrivò ad avere anche più di 100 dipendenti.

Mente creativa e soprattutto imprenditrice innovativa per la sua epoca, dalle sue intuizioni nascono sia il “Cioccolato Luisa” che l’inconfondibile “Fondente Perugina”.
Ma è nel 1922 che ha Luisa ha la sua intuizione più grande, quella che contribuirà a cambiare le sorti dell’azienda.
Supervisionando i processi produttivi aziendali, infatti, Luisa si accorge che il cioccolato e la granella di nocciole non utilizzate vengono buttate a fine giornata.
Per evitare questo spreco si rinchiude nel suo  laboratorio e comincia a sperimentare diverse soluzioni.
Dopo vari tentativi Luisa sforna un cuore di gianduia e granella di nocciole, un cioccolatino dalla forma bizzarra simile alla nocca di una mano chiusa a pugno, che conteneva al suo interno una intera nocciola: “Il Cazzotto”.
Fu poi Giovanni Buitoni a trovare il nome perfetto: era infatti molto meglio tentare di conquistare i clienti con un “Bacio” piuttosto che con un “Cazzotto”!

Era ufficialmente nato il “Bacio Perugina”.

 

Galeotto fu il bacio, anche se solo di cioccolato: nel 1923 Annibale Spagnoli, marito di Luisa, a causa di attriti e conflitti interni decide di abbandonare l’azienda, Luisa, nel frattemp,  si innamora di Giovanni, figlio del socio Francesco Buitoni, più giovane di lei di quattordici anni. Un legame che si svilupperà tra i due in modo estremamente profondo e cortese.

Poche sono le testimonianze in proposito: Luisa era ancora una donna sposata e proprio per questo motivo i due innamorati cercarono di vivere il loro sentimento nel modo più discreto possibile: non andarono infatti mai a convivere.

Nel consiglio di amministrazione della Perugina, dopo l’abbandono del marito,  restano lei e i suoi tre figli e Luisa incomincia a introdurre provvedimenti che renderanno migliore la vita dei suoi dipendenti.

Grande infatti è l’impegno quotidiano dell’imprenditrice per migliorare le condizioni di lavoro e di vita delle sue maestranze, con un occhio di riguardo soprattutto per la condizion femminile.
Alla fine della prima guerra mondiale,  conscia delle difficoltà di conciliare la vita lavorativa con le incombenze della vita familiare, Luisa Spagnoli decide di aprire una nursery aziendale nello stabilimento di Fontivegge, vicino Perugia, stabilimento che a quell’epoca era considerato uno dei più tecnologicamente avanzati, sia a livello nazionale che internazionale del settore dolciario.
Inoltre l’imprenditrice costruisce alloggi per i suoi operai e crea spacci aziendali all’interno della fabbrica per consentire alle donne di fare la spesa dopo il lavoro.

Sempre in questi anni Luisa ha la sua nuova e vincente intuizione imprenditoriale: comincia a dedicarsi all’allevamento dei conigli d’angora, che vengono accuditi e pettinati per ottenerne il prezioso filato, senza usare loro alcun tipo di violenza, neanche quella della tosatura.
L’imprenditrice affianca così alla produzione dolciaria anche quella di capi di abbigliamento raffinati e di classe.
Nasce in questo modo “Angora Spagnoli”, l’azienda di moda situata nel sobborgo di Santa Lucia.
I capi di abbigliamento in lana d’angora a firma “Luisa Spagnoli”, riscuotono immediatamente grande successo internazionale, conqistando le donne e le stelle dello spettacolo dell’epoca: Sofia Loren, Anna Magnani, Esther Williams.. capi destinati a rivoluzionare anche la concezione della moda Made in Italy.
Gli sforzi della neonata maison si intensificano: ben ottomila allevatori spediscono a Perugia, via posta, il pelo ottenuto da circa 250.000 conigli.

Purtroppo Luisa Spagnoli non riuscirà a vedere il successo delle sue creazioni e della sua ultima avventura imprenditoriale: morirà nel 1935 a causa di una malattia, assistita da Giovanni, suo compagno di vita.
Furono il figlio Mario e il nipote Annibale, detto Lino, a trasformare l’idea di Luisa in una celebre griffe di moda, che oggi vanta boutique e punti vendita in tutte le città più importanti del mondo.

Gli anni Quaranta regaleranno agli Spagnoli numerose soddisfazioni, così come ai loro dipendenti che potranno contare su numerosi benefit elargiti dall’azienda: una piscina nello stabilimento di Santa Lucia,  regali di valore per le festività natalizie, ma anche feste, casette a schiera in villaggi fatti costruire apposta per i dipendenti, partite di calcio e la già citata  nursery per i loro bambini.
L’azienda creata da Luisa diventerà, dopo la sua morte, un’attività industriale a tutti gli effetti e vedrà la nascita anche della cosiddetta “Città dell’Angora”, uno stabilimento attorno al quale sorgerà una comunità autosufficiente che poteva godere anche di un parco giochi chiamato “Spagnolia”.

Il nome e la storia di questa donna fuori dal comune e all’avanguardia per la sua epoca, non sono mai stati dimenticati: ancora oggi la sua figura rappresenta un orgoglio e un esempio dell’imprenditoria femminile umbra e italiana.

Ma Luisa Spagnoli viene anche ricordata per la sua grande generosità e umanità: in sua memoria infatti è stato istituito un fondo di beneficenza a lei intitolato che si propone di continuare quelle opere di solidarietà che Luisa, con riservatezza, aveva tanto sostenuto.

“Una donna che ha precorso i tempi, una figura femminile di imprenditrice che ha fondato due delle aziende principali del nostro Paese”.

Ma tornando ai Baci Perugina: come sono nate le famose frasi che si ritrovano all’interno dei buonissimi cioccolatini?

La loro storia è legata proprio al grande amore che univa Luisa e Giovanni Buitoni.
Una storia molto travagliata e per i tempi considerata “scandalosa,” e inappropriata, sia per il fatto che lei era una donna già sposata, sia per il fatto che il rampollo di casa Buitoni era molto più giovane di lei.

Luisa e Giovanni però, nonostante tutte le difficoltà, continuarono a coltivare il loro amore con molta discrezione.

Si racconta infatti che i due si scambiassero romantiche frasi scritte su bigliettini che avvolgevano intorno ai cioccolatini prodotti nella loro fabbrica.

Fu Federico Seneca, che negli anni ’30 era direttore artistico della Perugina, ispirato da questa grande e profonda storia d’amore,  ebbe l’idea di introdurre i primi bigliettini che parlavano d’amore direttamente nell’incarto dei cioccolatini.
A queste citazioni amorose si accompagnarono in seguito anche frasi sull’amicizia e oggi i Baci Perugina sono letti e apprezzati da tutti: innamorati e non.

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