L’animale più bello del mondo – 1′ parte

da | 30, Set, 2019

Lei era una donna dalla bellezza singolare, rara e quasi unica.

Una bellezza che molte donne,  oggi, cercano di inseguire e replicare attraverso il miraggio della chirurgia estetica.

Ma non si trattava unicamente della sua bellezza accecante e sfacciata: era la “femme fatale” per eccellenza.
Una fisicità prorompente e una vita dagli amori turbolenti.

Ava Lavinia Gardner era la più giovane di sette figli.
Nacque la vigilia di Natale del 1922 in una famiglia di agricoltori, del North Carolina, dove visse un’infanzia povera e disagiata.

Il marito della sorella – fotografo di professione – impressionato dalla sua bellezza, le propose di posare per il suo primo servizio fotografico.
Il risultato di quella sessione, quasi improvvisata, fu talmente dirompente che quegli scatti vennero subito esposti nella vetrina del suo studio newyorkese, sulla Quinta Strada.

Quel volto perfetto catturò l’attenzione di un talent scout della casa di produzione cinematografica Metro-Goldwin-Mayer. L’agente si precipitò nello studio del cognato e insistette per avere il numero telefonico di quella bellissima ragazza.

Ava, giovanissima e ancora studentessa, si mise in viaggio per New York dove sostenne il suo primo provino.
Per i talent scout della Metro Goldwn Mayer il marcato accento del sud della ragazza risultava essere quasi incomprensible,  le proibirono così di aprire bocca e parlare.

La sua carriera cinematografica iniziò con film di poco conto ma, grazie alla sua bellezza dallo sguardo fiero e altero, presto Hollywood cominciò ad offrirle parti sempre più importanti accanto a partner di successo: Burt Lancaster, Clark Gable, Mickey Rooney..
Ava Gardner, appena diciannovenne, si sposò proprio con Rooney, ma il matrimonio non durò molto, così come il secondo matrimonio con il musicista jazz Artie Shaw – ex di Lana Turner – che durò meno di un anno.

Gli uomini impazzivano per lei.

Tra i suoi numerosi amori ci fu anche Frank Sinatra che per convolare a nozze con lei, nel 1951, lasciò la sua prima moglie Nancy.
Lei,  arrabbiatissima, “lo rivoltò come un calzino” per usare le parole di Ava.

Anche il matrimonio con “The Voice”, però, finì con l’ennesimo divorzio.

Tra i suoi film più famosi “Il grande peccatore” e “Voglio essere tua”, in cui incarna il ruolo per cui sembrava essere nata: la femme fatale.
Indimenticabile in “Mogambo”, ambientato nelle atmosfere tropicali di un paesaggio esotico, in cui è protagonista con Grace Kelly e Clark Gable, di un inedito triangolo amoroso.

Con la sua interpretazione Ava Gardner ottenne una nomination agli Oscar, ma fu con “La contessa scalza” che avvenne la sua definitiva consacrazione artistica. in questo film infatti la diva seppe coniugare sapientemente bellezza e sensualità felina.

Anche Walter Chiari, che recitò con lei ne “La capannina”, non seppe resistere a questo suo fascino prorompente e la fece letteralmente capitolare fra le sue braccia.
L’attrice però, in quel periodo, era già dipendente dall’alcool e dal fumo che lentamente,  ma inesorabilmente, avevano cominciato ad offuscare la sua bellezza.

Ava Gardner, infatti, sfiorì presto: non ancora sessantenne soffrì di una malattia autoimmune e di enfisema polmonare, inoltre due colpi apoplettici la lasciarono parzialmente paralizzata e costretta a letto.
Morì a 67 anni, nel suo appartamento londinese, il 25 gennaio 1990.

Nel 1988, due anni prima della sua morte, la diva decise di vendere le sue memorie a Peter Evans, un giornalista già autore di una discussa biografia di Onassis.
Fu proprio lei in persona a chiamare Evans nel cuore della notte, pregandolo di raccogliere le sue confidenze.

Lui, nel corso dell’intervista, mosso a compassione, per cercare  di rincuorarla le disse che “era stata il più bell’animale del mondo”.

“Sì, 30 fottutissimi anni fa.
Sarei una gran bugiarda se dicessi che la bellezza conta poco.
Conta, altro che se conta!
Era la sola cosa che avevo”.

In quei due anni il giornalista raccolse le sue confessioni incontrandola molte volte nel suo appartamento londinese.
Nonostante la salute malmessa, le facoltà intellettive dell’attrice erano intatte e, senza risparmiarsi, lei si raccontò con estrema franchezza, indugiando sui dettagli piccanti della sue turbolente relazioni sentimentali.
La sua vita amorosa fu costellata da personaggi del jet set, attori, miliardari, musicisti, che si erano però rivelati essere razzisti e maschilisti fino a farla addirittura dubitare delle sue capacità intellettive.
Così, lei, insicura, decise di sottoporsi ad un test per misurare il suo Q.I.

Certa di avere “sempre scelto l’uomo sbagliato nel momento sbagliato” definì Frank Sinatra “l’unico vero amore della sua vita”, nonostante il loro rapporto fosse stato assolutamente tempestoso: il loro matrimonio fu infatti una serie ininterrotta di sbronze, liti, insulti e percosse.
Ma fu anche una straordinaria storia  di amicizia, il cantante infatti le rimase amico, proteggendola fino alla morte e aiutandola anche finanziariamente nei periodi più difficili.

To be continued…

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