La RIAPERTURA

da | 4 Mag 2020

Riapertura.
Bene.
Ufficialmente oggi parte la Fase 1.7/8/9.
Ah no.
Volevo dire la Fase 2.
Oggi inizia provvidenzialmente dopo il 1′ Maggio la “Fase 2” (con la sesta versione dell’autocertificazione per poter uscire di casa).
Io potrò finalmente tornare nel mio laboratorio cristallizzato e pieno di polvere.

Oggi riapre anche la mia fonderia e il problema principale, visto che è a Milano e io abito in provincia, è come fare ad arrivarci
Con i mezzi pubblici ad accesso contingentato è impossibile.
Sai quando esci di casa ma non sai quando riesci a tornarci.
Se hai Saturno  contro sei spacciata.
Forse in macchina ma.. mi chiedo: ci saranno posti di blocco? Con la mia linguaccia irriverente finirei in gattabuia in un nanosecondo.

Senza neanche accorgercene ci siamo risvegliati tutti con i sensi di colpa e le paure proprie dei criminali, con la paranoia di essere “beccati” e multati mentre si va a trovare la mamma (i famosi “congiunti”) o un amico (oddio, sarà amicizia VERA? C’è un test tipo tampone per comprovare?)

Tra i miei buoni propositi di questa riapertura c’era anche quello di riprendere a correre.
Poi ho scoperto che l’ennesimo DPCM impone la mascherina e allora mi sono chiesta se per caso tutta l’anidridre carbonica che respirerò al posto dell’ossigeno possa provocarmi un aneurisma (che poi molto probabilmente attribuiranno ad un nuovo nefasto effetto del virus).

Che fare?
Nella tanto desiderata RIAPERTURA rischiamo di ritrovarci come tanti piccoli pesciolini che finalmente raggiungono il mare: liberi ma ognuno dentro il suo piccolo sacchettino di plastica ben chiuso.

Riscopriremo solo le cose necessarie, gireremo bardati di mascherine e guanti di gomma, (fino a poco tempo fa guardavamo con curiosità i giapponesi in Galleria Vittorio Emanuele che sembravano appena usciti da una camera sterile), lavoreremo da casa in pigiama con i capelli scomposti… e poi mi sono anche domandata: come e cosa faranno i dentisti? Che per lavoro  frugano nelle bocche altrui a distanza ravvicinata?
E noi?
Siamo pronti a sacrificare al virus anche i nostri denti?

Ma sono quelli che continuano ad affermare che “NIENTE SARA’ PIU’ COME PRIMA” che mi terrorizzano di più.
Perché sono quelli che silenziosamente e vigliaccamente auspicano un nuovo ordine sociale dove le principali libertà sancite dalla nostra magnifica Costituzione non saranno più valide. Nel nome del VIRUS.

Beh. Io non ci sto.
Non so ancora cosa farò e come lo farò.
So solo che non ci sto.

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