La doppia vita di Hedy Lamarr

da | 13, Gen, 2020

“Qualsiasi ragazza può apparire meravigliosa.
Basta che stia ferma e sembri stupida”
Hedy Lamar

 

Hedy Lamarr, oltre ad essere un’attrice, viveva anche un’insospettabile doppia vita.
Dotata di estremo coraggio per un’epoca in cui le donne non potevano certo aspirare ad una piena realizzazione personale, era attrice di giorno e scienziata di notte, troppo intelligente e versatile per accontentarsi unicamente della sfavillante vita delle star di Hollywood.

Così quando non era impegnata sul set Hedy si dedicava alle invenzioni ingegneristiche.

Scoperta quando era poco più che un adolescente da un regista austriaco, ottenne un’ improvvisa fama internazionale quando a soli 19 anni divenne la prima donna nella storia del cinema ad essere apparsa completamente nuda in un film.

Nella scena incriminata lei correva nei boschi senza veli e il primo piano del suo viso nel momento del massimo piacere destò all’epoca molto scalpore.

Non a caso il film si intitolava, per l’appunto, “Estasi”!

Hedy Lamarr in “Estasi” 

Di origine ebrea, nata nel 1914 in Austria, cominciò a recitare sin da giovanissima e neanche ventenne si sposò con un ricco trafficante di armi in affari con i nazisti.

Nella grande villa, dove il marito la costringeva ad una vita da reclusa, dedita solo allo shopping e ai ricevimenti, Hedy ebbe l’occasione di incontrare personaggi come Freud e Mussolini.
Fu un matrimonio infelice e a questo ne seguirono parecchi altri.

Sempre più insofferente, Hedy decise di fuggire dall’opprimente marito e dalla sua vita agiata ma, soprattutto, dalla lunga e spaventosa ombra di Hitler che si stava allungando anche sull’Austria.

Con i suoi gioielli nascosti nelle tasche del cappotto, Hedy si imbarcò di nascosto come cameriera su una nave diretta verso il Nuovo Continente.

Era la stessa nave su cui viaggiava anche Louis B. Mayer, il celebre produttore cinematografico statunitense, che la notò e rimase immediatamente abbagliato dalla sua bellezza pura e cristallina.

Grazie a Mayer, Hedy girò il suo primo film americano “Algiers” che la elevò immediatamente al rango di “fenomeno da botteghino”.

Fu così che Eva Maria Kiesler Hedwig, si trasformò nella diva hollywoodiana Hedy Lamarr, scritturata per girare pellicole con i più grandi divi dell’epoca: da Spencer Tracy, a James Stewart fino a Clark Gable.

Ma questa era solo la sua vita diurna e “ufficiale”.
La sua seconda vita scorreva in modo perfettamente parallelo.
Hedy infatti era dotata di un talento scientifico davvero fuori dal comune.
Mentre sin da giovanissima recitava nella sua patria natale in film equivoci e di dubbio gusto, a casa l’attendeva il suo “tavolo delle invenzioni” dove studiava e sperimentava.

Al secondo marito, un aviatore conosciuto negli Stati Uniti, Hedy non chiese gioielli o pellicce, ma una squadra di tecnici per aiutarla a  mettere a punto l’aerodinamicità delle ali degli aerei.
I suoi studi, le sue ricerche e le migliorie che aveva progettato, sono ancora oggi utilizzati nell’aviazione moderna.

La sua scoperta più importante fu però il “frequency hopping”, un avanzamento tecnologico che contribuì in modo decisivo alla sconfitta dei nazisti e che oggi è alla base di tutte le tecnologie di comunicazione wireless che usiamo quotidianamente: dal Wi-Fi al GPS.

Con l’amico compositore George Antheil, Hedy depositò un brevetto per l’ideazione di un dispositivo di segnalazione radio – detto “Secret Communications System”.
Uno strumento con cui era possibile cambiare le frequenze radio per impedire ai nemici di decodificare i messaggi.

Originariamente progettato per sconfiggere i nazisti tedeschi, il sistema da lei progettato fu fondamentale per sviluppare la tecnologia utilizzata per la sicurezza delle comunicazioni militari e dei telefoni cellulari.

Hedy era decisamente troppo avanti per la sua epoca e, come c’era da aspettarsi, il valore della sua invenzione non fu immediatamente riconosciuto infatti l’impatto della sua intuizione fu compreso universalmente solo decenni dopo.

Lei e l’amico compositore ricevettero nel 1997 dall’Electronic Frontier Foundation (EFF) il Pioneer Award e sempre nello stesso anno, Hedy fu la prima donna a ricevere quello che è considerato l’Oscar per le invenzioni il BULBIE ™ Gnass Spirit of Achievement Award.

A questa sua genialità si accompagnava però una estrema irrequietezza, che traspariva dalla sua vita sentimentale travagliata: si sposò per ben sei volte, adottò un figlio ma ne ebbe anche altri due dal suo secondo marito. Il suo terzo marito li adottò tutti e tre, riconoscendoli come suoi.
Il declino della sua carriera cinematografica cominciò nel 1950, il suo ultimo film con Jane Powell risale al 1958 e si intitolava “The Female Animal”.

Nel 1966 Hedy decise di pubblicare una sua autobiografia che divenne un best seller, tuttavia poco dopo fece causa all’editore poiché si accorse che in fase di editing molti episodi erano stati distorti e riscritti completamente.

Negli anni ’90, Fleming Meeks, un giornalista di Forbes, incuriosito dal racconto, fino ad allora mai confermato, del famoso brevetto per trasmissioni radio che lei e l’amico compositore avevano depositato nel 1942, decise di contattarla per intervistarla.
Fino ad allora c’erano poche testimonianze che potessero confermare l’invenzione di Hedy, i giornali dell’epoca infatti non erano interessati all’intelligenza di Hedy e alla sua passione per l’ingegneria, dal momento che raccontavano e celebravano unicamente la sua bellezza.
L’intervista che Hedy rilasciò a Fleming Meeks – che rimase inedita, e registrata su una vecchia cassetta – diventerà poi il filo conduttore del documentario a lei dedicato, co-prodotto da Susan Sarandon: “Bombshell – The Hedy Lamarr story”.

Nella vecchia registrazione la voce di Hedy raccontava al cronista di come l’esercito americano ignorò il suo brevetto, per poi utilizzarlo con successo anni dopo, durante la guerra di Corea, mentre lei non vide mai un soldo per la sua invenzione.
Ma non fu solo questa l’invenzione da cui lei non riuscì a guadagnare nulla: visitando Aspen, in Colorado, e trovandola somigliante alle sue Alpi austriache, decise di aprire il primo ski-resort degli Stati Uniti.

Hedy insomma era geniale nelle sue intuizioni e nelle sue scoperte, anche se per nulla portata per gli affari, si rivelò essere anche una produttrice di film piuttosto mediocre.

Tra i film da lei prodotti figurano infatti “L’amante di Paride” in cui, in un delirio di egocentrismo, interpretava da sola tre personaggi: Elena di Troia, l’imperatrice Giuseppina di Beauharnais e l’eroina medievale Ginevra di Brabante.

Hedy Lamarr distrusse tutti i cliché e i luoghi comuni del suo tempo, soprattutto quello molto diffuso secondo cui un’attrice (o anche semplicemente una bella donna) sia solo bella, mentre l’intelligenza – e la scienza – siano unicamente appannaggio del genere maschile…

L’ultima parte della vita di Hedy fu triste e ben lontana dagli sfarzi hollywoodiani o dall’eccitazione delle scoperte scientifiche.
Fu arrestata due volte per furti di poco conto nei grandi magazzini.
Deturpata da un intervento di chirurgia plastica decise di rinchiudersi in esilio volontario nella sua casa in Florida, da cui usciva raramente.
Morì nel gennaio del 2000 all’età di 85 anni.

C’è una sola cosa che però, a mio parere, la straordinaria Hedy Lamarr ha in comune con le star di Hollywood (e non solo): la passione e l’attaccamento ai suoi gioielli.
Infatti Hedy, in fuga da un marito opprimente che la tiene reclusa, non esitò ad imbarcarsi per l’America e a lasciarsi tutto alle spalle, TUTTO tranne i suoi gioielli ben nascosti nelle tasche del cappotto.

Insomma, per lei fu facile rinunciare alla sua vita lussuosa e al suo matrimonio che, seppure infelice, le garantiva una certa agiatezza, ma le fu assolutamente impossibile separarsi dai suoi gioielli.

Come darle torto?

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