Franca e Carla Sozzani, le signore della moda

da | 22 Dic 2020

Esattamente oggi, 4 anni fa, Franca Sozzani ci lasciava.

Si spegneva a Milano, il 22 Dicembre 2016, dopo una lunga malattia tenuta segreta,  un mese prima del suo 67esimo compleanno.
La sua scomparsa ha segnato la fine di un’epoca, non solo per la moda italiana, ma anche per quella mondiale.

La sua era una famiglia talentuosa, infatti anche la sorella Carla è tuttora una delle personalità più influenti del mondo fashion.
Nate a pochi anni di distanza in una famiglia dell’alta borghesia mantovana, avrebbero potuto tranquillamente vivere una vita agiata e da nullafacenti, grazie alla loro ricchezza .

Ma le due sorelle non erano nate per vivere di ozio e lo sapevano benissimo:

«Sappiamo quello che vogliamo. Ed è importante saperlo perché poi è più facile ottenerlo».

Esili, bionde, occhi chiari, apparentemente fragili per via del loro look angelico e  romanticamente preraffaellita, sempre elegantissime.. ma due carri armati quando si trattava di lavoro.

Franca, infatti,  amava spesso ripetere:
“Se per passare da un punto all’altro c’è di mezzo un muro, buttalo giù.”

Franca e Carla Sozzani
Carla e Franca Sozzani
Le sorelle Sozzani
Sorelle Sozzani

Iniziarono la loro carriera nello stesso periodo e partendo dallo stesso punto.

Franca Sozzani si sposò subito dopo aver completato gli studi, a soli 22 anni, per poi divorziare solo tre mesi dopo.
Incinta, rispose ad un annuncio del gruppo editoriale Condé Nast dove iniziò la sua carriera come segretaria.
Un impiego inizialmente distante dal mondo della moda, ma lei aveva idee e talento che le permisero di non passare inosservata.

Infatti, a quel primo impiego seguirono un tripudio di successi: nel 1973 iniziò a lavorare come redattrice da «Vogue Bambini», nel 1980 a soli trent’anni diventò direttrice di “Lei”, femminile dedicato alle ragazze.
Tre anni dopo assunse la direzione anche di “Lui”, la versione maschile del magazine.

Ma fu il 1988 a segnare la svolta.
È infatti quello l’anno in cui venne nominata direttrice di «Vogue Italia», carica che ricoprì fino al 2016, l’anno della sua morte. Un record assoluto.

Fu grazie a lei se Vogue Italia divenne un magazine iconico, riconosciuto a livello internazionale, e una delle riviste di moda più influenti al mondo, seconda solo alla versione americana diretta da Anna Wintour.
Le due approdarono alla direzione dei rispettivi magazine praticamente nello stesso periodo ed entrambe divennero arbitri del gusto e dei suoi cambiamenti nel corso degli anni, contribuendo alla selezione di stilisti e look che sarebbero entrati nella storia della moda.

Anna Wintour e Franca Sozzani
Franca Sozzani - Vogue

Franca Sozzani trasformò Vogue e, grazie a lei, Vogue Italia divenne leader indiscusso di stile.

L’approccio editoriale di Franca prediligeva la contaminazione delle arti e sperimentava contemporaneamente la commistione della fotografia con la grafica. Infatti, tutte le edizioni del magazine  pubblicate sotto la sua direzione furono di impatto, l’edizione italiana della rivista  proponeva sempre immagini al limite, servizi fotografici estremi e copertine stupefacenti.
In questo modo Franca interpretava – conferendogli voce e immagine – il vero senso della moda.

Per le sue posizioni, le sue idee spesso controcorrente e la sua capacità di stupire, Franca Sozzani rischiò più volte il licenziamento da parte di Condé Nast: alcuni top manager temevano infatti che le sue scelte potessero allontanare gli inserzionisti o essere viste con preoccupazione dagli sponsor pubblicitari.

Franca divenne così una delle figure che influenzarono profondamente il mondo della moda: non c’era stilista che osasse cominciare la sfilata prima di vederla seduta in prima fila.

Grazie alla sua dedizione e al suo lavoro oggi conosciamo fotografi come Bruce Weber, Peter Lindbergh, Ellen Von Unwerth e Paolo Roversi, fu lei inoltre a valorizzare per prima i molti nomi importanti della moda italiana, da Gianni Versace a Giorgio Armani, a cui era legata da profonda amicizia, e contribuì a lanciare anche molte modelle e stilisti emergenti.

Franca Sozzani

Dal canto suo invece la sorella Carla non ha avuto meno successo.

Anche Carla Sozzani lavorò a Vogue negli anni Settanta, successivamente nel 1987 lanciò la rivista “Elle” restandone alla direzione per qualche anno. Lasciato l’impiego nei giornali aprì una piccola casa editrice, perché sognava di “fare solo libri”.
Nel 1990 ebbe l’intuizione di aprire, in un cortile della vecchia Milano, una galleria fotografica.

Dopo un anno, rendendosi conto che a Milano la fotografia non aveva ancora la giusta considerazione e sentendo anche la mancanza della moda, Carla creò “10 Corso Como”,  che si trasformò poi in un negozio, in una libreria, in un ristorante fino a diventare una locanda.
Mutazioni e trasformazioni che trasformarono quella sua idea nel primo concept store al mondo, dove si potevano trovare tantissime  cose “giuste”, a partire dall’indirizzo.

Lei trasformò questo indirizzo in un marchio di esportazione.

Non c’è artista, designer, o persona comune che lasci Milano senza essere passato da quel luogo, “10 Corso Como” è da più di 20 anni un autentico punto nevralgico della moda internazionale, il luogo dove è nato il concetto di mescolare la cultura con il design e la moda, concetti che, a ben vedere, costituiscono lo  stesso approccio editoriale della sorella Franca.
Buon sangue non mente!

Carla Sozzani in Corso Como 10
10 Corso Como

Poche donne come le sorelle Sozzani hanno capito, e in un certo senso influenzato, il gusto e lo stile degli ultimi decenni, infatti nell’ambiente fashion il detto “Non si muove foglia che il duo Sozzani non voglia” era diventato quasi un mantra.

Franca e Carla Sozzani con il loro lavoro hanno dato impulso al gusto italiano per le cose belle, per la moda, l’arte e il design, non esitando a rompere le regole e a fare anche scelte rischiose e controverse, con l’obiettivo di scuotere lo status quo e ridefinire il concetto di bellezza.

E se ci penso, credo che sia  proprio questa l’essenza dell’Italian Style.

Perché noi italiani siamo nati nella bellezza, circondati da opere d’arte a cui siamo assuefatti e che diamo spesso per scontate.
Ed è proprio questo nostro permanere nella bellezza che ci permette di non avere paura di rompere le regole dell’arte, di sperimentare continuamente e di creare nuova bellezza dalla bellezza.

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