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Expanding..

da | 25 Mar 2019

Ti ricordi che come parola dell’anno per il  2019 avevo scelto “Expand”?
Expand, infatti è diventata il mio personalissimo leit motive quotidiano.
La scrivo ovunque, detta il ritmo delle mie giornate e qualche volta, anche delle mie notti, visto che mi è capitato spesso di sognarla.
Il 2019 è iniziato da soli tre mesi e, anche se “materialmente” sembra non essere accaduto molto, in realtà io mi sono lasciata prendere per mano da questa parola  ispiratrice e mi sono lasciata condurre.

Ho trascorso poco tempo nel mio laboratorio  – quasi esclusivamente per dare seguito agli ordini ricevuti  – e ho scelto di non creare una collezione per la primavera estate, così come invece avevo immaginato l’anno scorso.

Ho passato invece molto tempo a scuola e anche seduta al tavolo, a casa mia o nel mio laboratorio, circondata da fogli di carta,  squadre, pennelli, matite colorate  e pennarelli.
Domenica scorsa infatti ho concluso il mio primo corso di “Progettazione  del Gioiello”, con la designer Beatriz Biagi, un’insegnante che in poche lezioni ha saputo trasmettermi le tecniche base per poter disegnare, in autonomia, quei gioielli che immagino nei momenti più disparati:  mentre pranzo nel mio bar preferito, mentre  viaggio per lavoro, nella mia vita da SLASHER,  in treno, in aereo, nella camera di un hotel…

Ho schizzi di gioielli ovunque, persino sui tovaglioli di carta e sui biglietti della metropolitana!
Non sono perfetti e mi serviranno anni di esercizio e altri corsi di approfondimento per avvicinarmi alla bravura di Beatriz, ma almeno le mie idee non sono più volatili e ho trovato un modo – il mio modo –  di fissarle da qualche parte per poterle poi riprendere in seguito, al banco nel mio  laboratorio.

A fine gennaio invece ho concluso il mio (lungo) corso di incastonatura alla Scuola Orafa Ambrosiana

Massimo Croci, il mio insegnante, ha davvero avuto molta pazienza con me, soprattutto all’inizio!
Sembrava infatti che l’incastonatura non fosse proprio nelle mie corde, e le pietre saltavano via come molle dalla sede di incastonatura.
Io e lui  ci siamo ritrovati parecchie volte, inginocchiati sul pavimento con le pile dei cellulari, intenti a cercarle e a scrutare in ogni angolo  🙂
Ma proprio in questo momento, mentre scrivo,  ci sono  due anelli in Fonderia e non appena saranno pronti per la consegna, li lavorerò  dall’inizio alla fine, incastonatura compresa.
Ci riuscirò?
Onestamente non lo saprò finché non ci proverò!

Ieri e l’altro ieri invece sono stata impegnata in un workshop organizzato da About – Fucina Orafa, nuova e interessante realtà creata a Milano da tre ragazze intraprendenti.

Ho sempre ammirato il lavoro di Pilgiò, il suo modo di trasformare il metallo prezioso in qualche cosa di materico e quasi organico, infatti  avevo già scritto di questo artista visionario che, ormai quasi trent’anni fa, ha deciso di andare contro corrente,   stravolgendo tutte le convenzioni sui gioielli preziosi, decidendo di “ammutolire” o “azzittire”- come dice lui –  L’ORO.
I suoi processi di lavorazione e la sua tecnica sono il frutto di più di trenta  anni di ricerca, segreti custoditi gelosamente e rivelati solo ai suoi due figli che oggi lo affiancano nella creazione dei suoi “gioielli di ricerca” spettacolari.

Anche io nella mia ultima collezione LI TOBLER ho provato a trasmutare l’aspetto dell’argento, creando una collezione scura e dark, così come scuri e dark sono l’artista HR Giger e il suo grande amore scomparso che a suo tempo mi avevano ispirato.

 Così quando ho visto questo workshop sulle patine dei metalli tenuto dall’artista Judit McCaig ho pensato che davvero non potevo assolutamente perdermelo

Questi sono stati tre mesi impegnativi che mi hanno visto tornare tardi la sera, alzarmi presto il we, andare a dormire tardi la notte, tre mesi in cui ho alternato frustrazioni e gioie, perché ogni volta che si impara qualche cosa di nuovo è sempre molto difficile e impegnativo: la mano deve sviluppare una sua memoria corporea per compiere i movimenti corretti, l’occhio deve allenarsi a nuove prospettive e nuove armonie, diverse dalle usuali,  e anche l’immaginazione e l’intelligenza devono adeguarsi a questo nuovo ritmo, per trovare nuovi modi e nuove interpretazioni delle tecniche apprese.

Insomma, ormai lo avrai capito: non vedo l’ora di ritrovarmi seduta al banco con le mie lime, i mei trapani, i miei strumenti e le mie pietre per creare altri gioielli che urlino – ancora di più –  al mondo quanto sei speciale e unica e particolare.

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