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Di obiettivi e di valori

da | 6, Gen, 2020

Questo è il primo post dell’anno e per me di solito ripercorrere l’anno appena trascorso in cerca di insegnamenti è abbastanza normale.
Sarebbe ancora più normale se non facessi questo esercizio praticamente quotidianamente, ho studiato Filosofia e per chi ha questo genere di forma mentis è davvero molto inusuale non “tornare costantemente sui propri vissuti” (per usare il gergo filosofico) alla ricerca di un senso e soprattutto di un insegnamento.

E così quest’anno ho deciso di non fare la filosofa pedante e spietata che elenca in una lista cosa ha funzionato e dall’altra parte elenca invece cosa non ha funzionato (e di solito, la lista di quello che non ha funzionato è sempre più lunga rispetto a quello che ha funzionato).

Per una volta ho deciso di non fare i bilanci.

E se si considera anche che prima di essere una Filosofa sono anche una ragioniera, immagino che tu a questo punto abbia già capito il mio livello di sofferenza.

Forse è anche un peccato perché sono sempre stata quel tipo di persona a cui è sempre piaciuto rispondere – anche solo nella mia testa – alle domande: come sarò fra 5 anni, dove sarò e cosa avrò costruito?

Ma forse è anche un sollievo perché ogni volta che mi sono data una risposta per individuare un possibile sentiero della mia esistenza, la vita – ma soprattutto le mie decisioni – mi hanno sempre portato da un’altra parte.

Insomma:

  • Volevo vivere in Lussemburgo e quando mi sono trasferita lì ho capito che invece potevo vivere solo in Italia.
  • Ho iniziato a studiare Filosofia perché volevo occuparmi di Counselling Filosofico e poi ho capito che non faceva per me.
  • Durante l’università ho scoperto la Comunicazione ed è stato amore a prima vista.
  • Ho tradito e abbandonato la Comunicazione per le Human Resources e poi sono tornata.
    Un po’ come quando stai con un’Artista talentuoso ma casinista e ti lasci abbindolare dalla solidità di un Ingegnere.
    Solido è solido, per carità.
    Ma è anche così prevedibile e quadrato.. (non me ne vogliano gli Ingegneri).

Certo, sembra che darsi degli obiettivi a inizio anno, di business o personali e possibilmente “sfidanti” per usare la terminologia corporate, sia assolutamente necessario per essere “vincenti”.
Io però ne avevo un po’ abbastanza.

Sarà che nella mia vita da Dr.  Jekyll lavoro in una grande azienda e sono davvero troppi, troppi anni che ad ogni inizio anno mi torturano con gli obiettivi sfidanti, dove “sfidanti” è solo sinonimo di “impossibili”.
E così ho deciso che nella mia vita di Miss Hyde, quella che vivo nel tempo di 32 Dicembre, per il nuovo anno non mi sarei posta obiettivi.
Avrei definito solo la mia parola dell’anno per poi vedere dove questa mi avrebbe portato.

Ah, sì.
Ho deciso anche un’altra cosa.

Ho deciso di scrivere nero su bianco i miei valori (che sono quelli di 32 Dicembre) e di seguire quelli, invece di perseguire obiettivi sfidanti.
Ho deciso di andare oltre gli obiettivi e di impegnarmi per capire cosa è importante per me.

Cosa è importante?
Raggiungere un obiettivo “no matter what” o vivere secondo i miei principi, le mie convinzioni e i miei valori?
Credo sia proprio questa la definizione alternativa di successo, quella che mi piace di più e che aggiunge valore a 32 Dicembre, il mio brand di gioielli.

E tu?
Hai stabilito degli obiettivi o fatto una lista dei desideri per questo nuovo anno?

Raccontamelo nei commenti!

BUON INIZIO!

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