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Di che voce sei?

da | 18 Mag 2020

Lo scopo dell’arte è rendere eterno l’istante di una realtà effimera e destinata a svanire in un soffio del tempo.
Canova ha scolpito nelle sue Tre Grazie la sensualità della bellezza, dell’intelligenza e dell’abbondanza che caratterizzavano la donna dell’età classica, Leonardo ha fissato sulla tela il sorriso emblematico della Gioconda e, infine, come dimenticare a quell’attimo sospeso, intriso di desiderio e malinconia descritto da Leopardi nel suo Infinito?
Gli artisti affidano alla propria arte la loro voce, il loro dono.

Noi, comuni mortali, non abbiamo ricevuto in dono il talento di questi grandi uomini che hanno plasmato la nostra cultura e di cui ancora oggi ammiriamo stupiti le opere.
Ma so per certo che tutti noi abbiamo un dono, una nostra particolare voce che il mondo non vede l’ora di ascoltare.

Nel post dell’altra settimana ho raccontato di mio papà e della sua passione per il ferro che lo ha catturato da ragazzino e non lo ha ancora abbandonato all’età di 82 anni. Quando vado in Fonderia, dove faccio fondere i miei gioielli, sorrido nel vedere il Signor Geccherle, più o meno coetaneo di mio papà, controllare la temperatura dei forni con aria solenne e la faccia arrossata per il calore, mentre indossa il suo grembiulone di cuoio come se fosse un mantello regale.

Tutti noi sappiamo eccellere in qualcosa e solo noi sappiamo fare “quella cosa” in un modo speciale che è solo “nostro”.
Quello che forse non sappiamo è che tutti noi siamo destinati a lasciare un segno – assolutamente unico e personale nel mondo.

Perché il mondo ha bisogno di questi doni, di questi segni e di queste voci, delle nostre capacità, peculiarità, abilità e caratteristiche che sono nostre e uniche.

Tutti abbiamo un dono da offrire.

Può essere un’idea, un progetto, la capacità di ascoltare o di raccontare storie,  disegnare, suonare, scolpire il legno…
Tutti noi abbiamo bisogno dell’arte e l’arte è il mezzo attraverso cui ci esprimiamo.
Quando finalmente capiamo come fare, dopo molteplici tentativi, fallimenti, cadute e ulteriori tentativi, non possiamo più farne a meno.

Spesso io mi sono chiesta quale fosse – tra le tante -la mia voce.
Perché io sono una “MULTIPASSIONALE”, ho tante voci e talenti e se per definirmi dovessi sceglierne SOLO UNA mi troverei in seria difficoltà.
Ci sono stati momenti in cui le mie voci parlavano tutte insieme: creavo gioielli, suonavo il basso in un gruppo, studiavo la batteria, facevo video e scrivevo articoli.
Ma quando le mie voci parlano tutte insieme la mia vita diventa frenetica e mi sembra di non riuscire neanche a pensare.

Pochi mesi fa, durante il lockdown, tutti noi abbiamo dovuto restare in silenzio.
Spesso sono gli eventi che ci impediscono di esprimerci ma ancora più spesso siamo proprio noi a sabotarci, pensando erroneamente che la nostra voce dica cose che probabilmente non interessano a nessuno.
Però, così facendo, priviamo il mondo della nostra personalità, delle nostre idee e sopratutto dei nostri talenti.

Perché il nostro stile, il nostro carattere, il nostro carisma e le nostre idee sono potenti e possono ispirare e incoraggiare anche altre persone ad esprimersi e agire ora, qui, adesso.

Io da qualche anno a questa parte ho affidato ai miei gioielli il compito di portare la mia voce nel mondo.

E’ a loro che affido il mio messaggio e la mia storia di donna mai soddisfatta, ex perfezionista e intransigente soprattutto con sé stessa.
Da ex cultrice e ricercatrice della perfezione, seguendo un percorso spesso tortuoso di ricerca su me stessa, sono arrivata a creare gioielli ruvidi e imperfetti che affermano che le voci sono belle soprattutto quando sono roche e spigolose, quando si ribellano al pensiero omologato e quando raccontano la propria storia di conquista, di indipendenza e autonomia e soprattutto quando raccontano del rifiuto e dell’allontanamento di tutti quei condizionamenti sociali che inneggiano ad un certo canone estetico femminile freddo e impersonale.

La mia è una voce che grida al mondo di non amare (più) la perfezione e che rivendica il diritto di ricercare ed esaltare l’originalità e l’unicità.

Perché dopo averla ricercata per tutta la vita ed averla anche sfiorata, ho capito che piuttosto che essere perfetta preferisco di gran lunga essere autentica e arzigogolata.
E i miei gioielli, in questo senso, mi raccontano alla perfezione.

E tu? Quale è la tua voce?
Come sei? Lineare o tortuosa?
E quale è il gioiello che ti rappresenta meglio?

Raccontamelo, se vuoi, nei commenti.

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