Correre dei rischi

da | 26, Gen, 2021

Correre dei rischi fa sempre paura a tutti.

A me invece è sempre piaciuto e, soprattutto quando ero più giovane, ho sempre accettato di buon grado le immancabili lezioni di vita che ne sono derivate (leggi pure: le grandi bastonate sui denti che mi sono arrivate).

Perché ti scrivo questo?

Perché soprattutto a inizio anno a me capita sempre di fare delle riflessioni sul corso della mia vita.

Le mie considerazioni non si limitano solo all’ultimo anno e ai desideri e agli obiettivi per l’anno nuovo, di solito prendono in considerazione un periodo più ampio, perché sono convinta che solo in questo modo sia possibile fare una buona analisi.

In questi giorni sto riflettendo soprattutto sulle evoluzioni e involuzioni della mia vita professionale degli ultimi anni. Anni in cui mi sono presa parecchi rischi e i risultati che ne sono derivati, in alcuni casi, non sono stati proprio quelli che mi ero figurata.

Si, hai letto bene e non è un caso che qualche frase sopra io abbia usato la parola INVOLUZIONI.

Spesso si fanno scelte che si immagina possano essere positive e ci si ritrova proiettati anni luce indietro rispetto al punto da cui siamo partiti. E questo rientra appunto nella mia concezione di “correre dei rischi”.

Due anni fa ho scelto di lasciare il mio lavoro in Comunicazione Interna per mettermi alla prova in un altro campo, all’epoca ero super ottimista e convinta di questa mia decisione ma, col senno di poi, forse, ho valutato con troppa leggerezza il rapporto rischi/benefici.

Mi sono lasciata tentare dalla carriera nelle Risorse Umane per scoprire, nel giro di un anno, che non faceva assolutamente per me e decidere di tornare ad occuparmi di comunicazione, questa volta esterna, in un ufficio con cui avevo già collaborato in passato.

Non c’è un giorno in cui non ripensi al mio lavoro in Comunicazione Interna, dove sicuramente c’erano molte cose che non funzionavano, ma potevo scrivere articoli, fare video e partecipare all’organizzazione di eventi in completa autonomia decisionale, ed era quello che mi faceva sentire viva, a differenza di adesso.

E allora non vale la pena correre dei rischi?

Si e no.

Sicuramente non sono felice nella mia situazione attuale.

Ma nonostante tutto, l’insoddisfazione e l’infelicità non mi hanno impedito di imparare nuove skills, prima fra tutte la gestione della frustrazione.

Io sono il tipo di persona che, anche nelle situazioni peggiori, riesce sempre ad “imparare l’arte e a metterla da parte” in attesa di poterla tirare fuori alla prima occasione “giusta” (sì, nell’attesa di un nuovo RISCHIO da correre).

Perché sono convinta che senza accettare di correre dei rischi (e anche di sbagliare) non si può conseguire nessun grande obiettivo.

Più si sogna in grande e più bisogna avere coraggio e dedizione, ma anche la consapevolezza che

Nothing worth doing ever, ever, ever came easy.

Le più grandi conquiste non sono facili

E a fronte di scelte sbagliate bisogna anche accettare il rischio di restare bloccati in una situazione per uno, due o più anni.

Ma se caparbiamente non si cede alla rassegnazione, stai sicura che arriverà il momento in cui le situazioni difficili saranno solo un brutto ricordo da lasciarsi alle spalle.

E tu? Quando è stata l’ultima volta che hai accettato di correre dei rischi?

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