Festa della Dama a Carugate

Festa della Dama a Carugate

Festa della Dama a Carugate

Lo so, lo so!

Te ne avevo già parlato nel post della scorsa settimana, ma credimi: sono così super eccitata all’idea di esporre settimana prossima all’evento di Carugate che non sto più nella pelle!

In questi giorni sto selezionando i gioielli da esporre e ho scelto soprattutto le mie ultime creazioni in bronzo.

Non mi importa se non sono assolutamente attrezzata per un mercatino estivo: non ho un grande tavolo di esposizione, non ho un gazebo e probabilmente mi cuocerò al sole, quello che davvero mi importa è incontrarvi tutti, uno per uno, e raccontarvi perchè amo così tanto i gioielli da voler creare i miei, quelli che non riesco a trovare da nessun’altra parte.

Questa domenica ti aspetto quindi a Carugate.
Mi riconoscerai sicuramente grazie ai miei gioielli ruvidi, esposti su un piccolo tavolo sopra una bella tovaglia rossa.
Probabilmente sarò l’unica pazza con un ombrello da pioggia per ripararmi dal sole (non riesco a trovare un ombrellone adatto), ma who cares?

Io sono determinata a portare bellezza nel mondo, costi quel che costi!

La manifestazione durerà tre giorni, si comincia venerdì con:

  • Concerti
  • Street Food
  • Animazione
  • Artisti di strada

E il mercatino degli hobbisti.

Ma ricorda:
MI TROVERAI SOLO DOMENICA 4 LUGLIO.

TI ASPETTO!

32 Dicembre Reload

32 Dicembre Reload

32 Dicembre Reload

Esattamente un mese fa avrei dovuto partecipare con 32 Dicembre al mio primo mercatino hobbisti.

Una scelta sofferta perché io sono timida e non mi piace espormi troppo.

Però avevo deciso ugualmente di superare i miei blocchi e provare.

Purtroppo Il giorno prima il prefetto non diede il permesso – causa pandemia – e tutto fu annullato.

Qualche giorno fa ho visto che cercavano hobbisti per un altro mercatino e non ho avuto dubbi: ho inviato subito la mia candidatura.

Mi sono iscritta.

E così Domenica 4 Luglio ti aspetto a Carugate dove esporrò i miei gioielli e se vorrai venire a trovarmi potremo anche conoscerci dal vivo.

Sono molto emozionata!

Mercatino Carugate 4 luglio

Per l’intero week end a Carugate ci saranno:

  • Concerti
  • Street Food
  • Animazione
  • Artisti di strada

E il mercatino degli hobbisti.
Mi troverai SOLO DOMENICA 4 LUGLIO.

Segna la data sul calendario: TI ASPETTO!

La versatilità ci salverà

La versatilità ci salverà

La versatilità ci salverà

Di questi tempi rocamboleschi, per sopravvivere, non basta accontentarsi di avere un SOLO lavoro, i tempi sono diventati così fluidi e incerti che la versatilità e la capacità di saper fare più cose, unita a quella di arrangiarsi e reinventarsi, è sicuramente una marcia in più.

Questo era quello che stavo pensando, settimana scorsa, mentre scorrevo pensierosa articoli scritti da esimi economisti che prospettavano la perdita di moltissimi posti di lavoro, quando il governo dovrà togliere il blocco dei licenziamenti.

No, non ho intenzione di scrivere un post catastrofico o di jattura, questo vuole essere un post propositivo perché, come diceva Rossella O’Hara in “Via col Vento” c’è sempre una soluzione, CI DEVE ESSERE! .

La versatilità è una caratteristica che mi accompagna da tutta la vita, Se ripenso poi alla mia innata predisposizione a “fare questo”, ma contemporaneamente  “fare anche quello”, sembra quasi che io abbia cercato per tutta la vita di prepararmi a questa catastrofica eventualità.

Non è infatti un caso che io mi sia sempre definita una “slasher” termine che indica una persona che impegna il suo tempo e le sue energie in progetti differenti.

Lo slasher è:
• chi ha già un’attività ma ha anche un grande sogno nel cassetto da realizzare e decide di passare all’azione,  magari nottetempo, rubando tempo al sonno.
• chi sente l’urgenza del tempo come risorsa preziosa, limitata e non recuperabile, e allora decide di non aspettare il “momento propizio”, ma sceglie di crearselo da sé.

Io mi definisco “slasher” perché:
• lavoro (al momento, poi chissà cosa riserva il domani) in una grande azienda come esperta di comunicazione
• so suonare il basso elettrico e anche un po’ la batteria (ma siccome locali e sale prova sono ancora chiusi, al momento questa attività è “sospesa”. Anche se, devo essere sincera, non ho mai pensato di trasformare questa passione in una vera e propria professione.
• sono un’artista orafa. Negli anni mi sono trasformata da semplice appassionata a creatrice dei miei gioielli. Ho frequentato la Scuola Orafa, la sera, dopo l’ufficio, e diversi corsi di specializzazione. Eh .. sì.. ho il grande sogno di trasformare questa passione in un vero e proprio lavoro.

E tu? Quante cose sai già fare o vorresti imparare a fare?

La Primavera arriva in ritardo

La Primavera arriva in ritardo

La Primavera arriva in ritardo

Nonostante dovrebbe essere già Primavera, qui a Milano fa ancora freddo e la temperatura non invoglia ad abbandonare cappottini e piumini.

Sfidando il termometro ho deciso di spostare comunque in giardino le mie amatissime aloe che sembrano comunque felici della scelta azzardata.

Incrocio comunque le dita sperando che la scelta non sia troppo azzardata, ormai è cosa nota: io assolutamente non ho il pollice verde!

La Primavera
Quando – almeno secondo il calendario – arriva la primavera, io non posso fare a meno di pensare che io vivo una perenne primavera tardiva.
Una primavera che è davvero arrivata in ritardo, (e per certe cose CONTINUA a farsi aspettare) a partire dalla carriera, dai tatuaggi e persino per i miei hobby e le mie passioni.

Se non ci credi, leggi qui:

  • Mi sono iscritta all’università abbondantemente dopo i trenta e mi sono laureata dopo poco aver superato i 40 anni. Certo, in tutti questi anni ho lavorato e anche parecchio. Ma ho preso anche il diploma in ritardo rispetto alla media, sempre perchè sono entrata nel mondo del lavoro molto presto.
  • Ho fatto il mio primo tatuaggio a 28 anni. Un’età in cui di solito si pensa a come cancellare i tatuaggi matti dell’adolescenza. E comunque vorrei ugualmente non averlo fatto 🙁
  • Ho iniziato a suonare e studiare il basso a 23 anni. Di solito la passione della musica si scatena intorno a 14 anni. Non che non ce l’avessi, ma preferivo immaginare che sarei diventata una grande cantante pur non avendo una gran voce
  • Tre anni fa ho cominciato a studiare anche batteria e poi è arrivata la follia pandemica..
  • Dopo venti anni in cui ho provato di tutto per riuscire a cambiare un lavoro che non mi piaceva, finalmente ci sono riuscita. Maglio tardi che mai, si dice così? Poi dopo quella prima volta, ho cambiato altre due volte e spero vivamente che ci possa essere un terzo cambiamento. Sono un’anima in pena.
  • L’anno in cui ho cambiato lavoto ho anche frequentato il mio primo corso di oreficeria. Ormai sono passati 5 anni e a quel primo corso ne sono seguiti altri. Sperimento e creo gioielli con la stessa passione e curiosità del primo giorno. Puoi dare una sbirciatina proprio QUI.
  • Ho imparato per necessità a fare i siti web. Mi serviva un posto mio per raccontare 32 dICEMBRE così, sempre abbondantemente dopo i 40, mi sono messa a studiare CSS, web design, SEO, personal branding, content marketing, storytelling.

Io con il mio basso.

In realtà ho ancora una lunga lista di cose che vorrei imparare, ma con il lockdown perenne e il tempo tiranno le cose sembrano essere sempre più complicate.

Ma so che riuscirò comunque a trovare un modo alternativo per continuare a fare quello che mi piace.

E tu?

Ci sono cose che hai fatto “in ritardo”?
Desideri che continui a rimandare ?

Hai mai provato a pensarci?

Restiamo Umani

Restiamo Umani

Restiamo Umani

Era la primavera del 2013 e in quegli anni a Milano si potevano davvero vedere installazioni incredibili durante il FUORISALONE.

Passeggiavo per Corso Vittorio Emanuele immersa nella folla quando della musica ad altissimo volume attirò la mia attenzione.

Mi aspettavo di vedere un DJ scatenato e invece trovai questo:

Quattro bracci robotizzati offrivano mojito alla folla radunata sotto il palco.

Una mano da terminator me ne offrì uno e io lo assaggiai aspettandomi un mojito perfetto con un  preciso dosaggio degli ingredienti.

Beh, quello era il PEGGIOR MOJITO che avessi mai bevuto in vita mia.

Sorrisi tra me e me immaginando i baristi di tutto il mondo esultare vincitori su rottami robotici agonizzanti, (una scena ricorrente nelle anime giapponesi della mia infanzia)

Poi SETTE anni dopo è arrivato il 2020 con le SETTE piaghe d’Egitto condensate in una e all’improvviso i mainstream media sono diventati quasi monotematici: oltre al bollettino COVID quotidiano, con annessi e connessi, è magicamente comparsa anche la parola DIGITALIZZAZIONE.

Tutti i TG, i TALK SHOW e i governi di tutto il mondo (con poche eccezioni) hanno cominciato a parlare di telemedicina, didattica a distanza e smart working, grazie alla digitalizzazione ognuno poteva starsene chiuso nella sua casa senza congestionare il traffico e distruggere l’ambiente e se proprio ci si deve spostare ci sono già treni e auto elettriche che si guidano da sole.

Tutti fanno finta di dimenticarsi che durante questa ennesima rivoluzione industriale molti non avranno più né  un lavoro, né una professione.

E non sono solo le cosiddette competenze manuali quelle che potranno essere più facilmente sostituite e rimpiazzate dalle nuove tecnologie, anche gli intellettuali dovrebbero cominciare a preoccuparsi.
Ad esempio, la formazione a distanza con video lezioni registrate nella mia azienda è già una realtà da anni e con la DAD immagino che anche il corpo docente di scuole e università verrà drammaticamente ridimensionato.

Inoltre,  hai mai sentito parlare di algoritmi in grado di scrivere articoli di giornale? Anche giornalisti ed editoria (che by the way, con il loro attivo contributo stanno direzionando e ipnotizzando le masse per favorire la transizione) non dovrebbero dormire sonni tranquilli.

Ci sono pochi settori in cui la creatività dell’essere umano non potrà mai essere sostituita e uno di questi è sicuramente l’artigianato.
Come potrebbe un robot sostituire il genio e la creatività che nei secoli sono state tramandate dai maestri artigiani ai loro apprendisti? Purtroppo nel mondo iper veloce, super connesso e globalizzato, anche questo settore sta scomparendo.

Gli oggetti artigianali sono unici e spesso non sono a buon mercato, ma hanno sicuramente un valore maggiore rispetto a quelli prodotti in serie.
Senza allontanarmi troppo dal mio settore: chi può permettersi oggi gioielli in oro e pietre preziose lavorati interamente a mano?

Ecco quindi il proliferare di aziende che propongono gioielli prodotti in serie  a prezzi non sempre convenienti.

Eppure nonostante il futuro che ci vorrebero imporre, io resto una inguaribile ottimista che continua a credere nel potere dell’arte e della bellezza creata dal “saper fare con le mani”. Un gioiello artigianale può essere prezioso anche se fatto di carta: sarà sempre un pezzo unico.

Per questo nel post di oggi ti lancio un appello: se puoi compra dagli artigiani, meglio ancora se sono artigiani della tua zona.
Non acquisterai semplicemente un oggetto ma acquisterai un vero e proprio “oggetto artistico”.

E se non conosci personalmente nessun artigiano a “chilometro zero” ti suggerisco il portale Etsy, il marketplace degli artigiani di tutto il mondo dove puoi acquistare in sicurezza gioielli o qualsiasi altro oggetto creato a mano e con tanta passione.

E ADDIO, TERMINATOR!

Le decisioni importanti

Le decisioni importanti

Le decisioni importanti

Non so se è capitato anche a te, ma quando ho dovuto prendere delle decisioni importanti che riguardavano la mia vita molte volte ho voluto fare di testa mia, impermeabile a ogni consiglio di buon senso.
Appena sentivo le tre parole maledette “Secondo me dovresti…“ alzavo un muro di gomma contro cui rimbalzava ogni suggerimento non richiesto.

No, no, non fraintendermi:  non voglio assolutamente dire che fare di testa propria sia SEMPRE la strada migliore, e ho già scritto un post a questo proposito.
Più precisamente, fare di testa propria è la scelta gusta se – e solo se- si è pronti ad accettare le possibili conseguenze, anche quelle negative.

Scegliere con la propria testa suggerisce l’idea di essere gli unici responsabili delle nostre scelte e di vivere una vita piena e consapevole, tuttavia questo non ci garantisce che nostre scelte siano sempre “le migliori”.

Infatti, potrei stilare una (lunga) lista delle volte in cui – col senno di poi – mi sono pentita di non aver dato retta ai consigli di chi ne sapeva di più, solo per il fatto che si era già trovato in una situazione simile alla mia.

E se, nonostante le profonde valutazioni e i consigli degli altri, la nostra scelta si rivela comunque essere sbagliata?

Pazienza.
Perché sbagliare fa parte della vita.
È qualcosa che ho capito anche osservando i miei nipoti ormai adolescenti, dove – me ne rendo conto – spesso sono io quella che dice le tre parole maledette “Secondo me dovresti…” per poi zittirmi immediatamente e lasciare che siano loro a comprendere il significato e a le lezioni di vita delle loro decisioni.

Ma anche adesso che sono “grande” non mi piace assolutamente ricevere consigli non richiesti.
Viceversa, apprezzo enormemente chi mi racconta la sua esperienza, sia questa una storia di successo o un fallimento.
Perché ascoltare le storie degli altri mi ha aiutato a vedere dettagli e a considerare punti di vista che ad una prima valutazione mi erano sfuggiti.

Però – consigli o meno – è importante che la decisione sia sempre la tua.

Per prendere la TUA decisione devi essere ben consapevole che il tuo caso è unico e solo tuo, non può essere identico a quello di nessun altro, anche quando le premesse sembrano identiche.
Perché tra la premessa e il risultato ci sono di mezzo millemila variabili che non dipendono solo da te.
L’unica cosa che mi sento pertanto di consigliarti è di osservare chiedendo ancche consigli ed opinioni, valutare i pro e i contro e poi, una volta deciso, buttarti senza mai guardare indietro e senza mai perderti nei SE e nei MA.

Le scelte migliori che io abbia mai fatto, e i gioielli più belli che io abbia mai creato sono proprio quelli ispirati dalle storie degli altri, storie che ho letto, ascoltato e osservato. Storie che poi ho interiorizzato e reinterpretato ed espresso a modo mio.

Non siamo soli, e anche se ci impongono ancora il distanziamento sociale, le nostre storie sono quelle che denotano la nostra umanità, raccontarle affinché possano essere di ispirazione e possano aiutare gli altri è quanto di più umano e compassionevole possiamo fare.

E tu?
Quali sono le decisioni importanti che hai preso nella tua vita?
Quale è la storia che vuoi raccontare al mondo?